venerdì 2 luglio 2010

Zurigo, 2 luglio 2010

C’è chi viaggia dall’Alaska all’Argentina per sensibilizzare il mondo al risparmio idrico. C’è chi l’acqua potabile non l’ha quasi mai bevuta. C’è chi crede che l’acqua che esce dal suo rubinetto sia sicura. C’è chi compra l’acqua in bottiglia e non sa bene perché. C’è chi a volte sbaglia etichetta. C’è chi dice che l’acqua è insapore. C’è chi sostiene che l’acqua in montagna è priva di sali. C’è chi la privatizza, l’acqua di tutti. C’è chi combatte per tutelarne la libertà. C’è chi chiede che sia un diritto universale. C’è chi la butta tutti i giorni nella fognatura. C’è chi vince dei premi. C’è chi dedica poesie, all’acqua. C’è chi disegna latrine. C’è chi le migliora. C’è chi una latrina non sa che cosa sia. C’è chi è andato in campeggio. E ha bevuto l’acqua di fonte. C’è chi ha buttato un sasso nel lago. C’è chi ha fatto un tuffo nel fiume. Poi si è dissetato. C’è un indicatore di qualità. C’è un segnale di rischio. Ci sono tecniche diverse per l’approvvigionamento idrico. Ci sono i luoghi che soffrono la siccità. Ci sono gli andamenti annuali delle piovosità. Ci sono le mappe delle risorse idriche. Superficiali e sotterranee. Ci sono le città che incrementano i consumi di acqua. Ci sono le piscine. L’agricoltura è il consumatore primario. L’uomo vive di cibo. E di acqua. Quella che irriga parte del cibo. Ci sono i quadri; gli acquerelli. Fanno sembrare le immagini più belle, perché non hanno i confini definiti. L’acqua sfuma i confini. L’acqua segna i canyon. In migliaia di anni. Ma è un segno indelebile, profondo. L’acqua.